giovedì 24 ottobre 2013

1998 - Vita quotidiana di uno spettro

C'è un cigolio di mobili e di tarli e come un senso dell'eternità
in un castello con torrette e merli ch'erano nuovi nell'antichità.
E un po' di sano menefreghismo è quasi una necessità
anche in assenza di metabolismo per chi abita nell'aldilà.
Peggio per me meglio per te
sono presente con la mia assenza e se tu non sai perché
peggio per te e meglio assai per me.
E penso a te che pensi a me pensandomi al passato
tu che respiri e non lo sai che sono nel tuo fiato
e non capisci che non è il tuo ma il mio sorriso
che nello specchio accende te e se davvero tu non sai che c'è
peggio per te e meglio assai per me.
E sono qui sul pelo dello stagno che luccico di ambiguità
e sto nell'acqua eppure non mi bagno perché succede non si sa.
E ribadisco che il menefreghismo non è piacere ma necessità
in questo tempo di perfezionismo è scegliere la libertà.
Peggio per me meglio per te
c'è una mancanza per ogni stanza e se tu  non sai di chi è
peggio per te e meglio assai per me.
E penso a te che non lo sai o non lo vuoi sapere
e se mi vedi come mai tu non lo fai vedere
se gioco ad essere con te la cipria sul tuo viso
e ti coloro un po' di me e se davvero tu non sai perché
peggio per te e meglio assai per me



1998 - Il dito e la luna

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