Da tre notti non riposo resto ad ascoltare:
è la vipera che soffia, che soffia presso l'acqua.
Ho composto un canto nuovo vieni ad ascoltare
della sposa che al banchetto mai più ritorno fece.
C'era un invitato in più che la rimirava;
"Alla mia gente vorrei mostrare
il tuo abito da sposa".
Lei ingenua lo seguì certa di tornare,
fino a notte attesa, lei non ritornò.
Se ne andava in piena notte da solo un suonatore,
ma davanti gli si parò il signore sconosciuto:
"Forse tu cerchi la sposa che andò perduta,
se hai cuore di seguirmi da lei ti condurrò".
E una barca lo portò lungo un'acqua scura,
ritrovò la sposa e aveva vesti d'oro.
"Il mio anello ti darò, portalo al mio uomo,
qui non soffro più né male né desiderio".
Il suonatore si girò, fece un solo passo
poi gridare la sentì nell'acqua che la soffocava.
Come luce lei brillava quando sposa andò,
dove mai l'avrà portata il signore che la rubò?
Da tre notti non riposo resto ad ascoltare:
è la vipera che soffia, che soffia presso l'acqua.
1977 - La pulce d'acqua

Nessun commento:
Posta un commento